
Ho urlato la prima volta che ho visto l'America. E nei tuoi occhi c'era ancora quella strana confusione. Quel brontolio del ventre. Lo strazio che hai lasciato alle spalle. Le poche volte che ridi. C'è ancora una signora che torna a casa da sola. E aspetti che l'autunno finisca tra mille domeniche indecifrabili e lampioni accesi troppo presto. Il riflesso sulle tue scatole su cui consumi i condotti lacrimali. È la stagione delle piogge.
Dovremmo solo spegnerci a volte. Siamo pieni di elettricità bloccata che cerca di fluire.
Tu ti senti piccolo piccolo e speri che ci sia un'altra notte come quelle, a cercare depliants di costellazioni sui palmari del nostro tempo.
Fumi quello che ti capita, bevi per crogiolare quel mare nero che ti inonda. Dormiamo insieme e io credo di essere un po' come te. La mia mano a placare un diaframma senza scorta di ossigeno. Aspetto che il sonno passi a prendersi un po' cura di te ed io mi trovo a decifrare nel buio quesiti esistenziali.De brevitate vitae.
Dovremmo solo spegnerci a volte. Siamo pieni di elettricità bloccata che cerca di fluire.
Tu ti senti piccolo piccolo e speri che ci sia un'altra notte come quelle, a cercare depliants di costellazioni sui palmari del nostro tempo.
Fumi quello che ti capita, bevi per crogiolare quel mare nero che ti inonda. Dormiamo insieme e io credo di essere un po' come te. La mia mano a placare un diaframma senza scorta di ossigeno. Aspetto che il sonno passi a prendersi un po' cura di te ed io mi trovo a decifrare nel buio quesiti esistenziali.De brevitate vitae.
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