Il primo luogo è lo Studio Nero, sala prove e studio di registrazione di Niccolò Fabi, nel quale mi sono trovata per assistere alle registrazioni dei Bsbe. Nonostante le foto scattate col cellulare, si capisce bene il ruolo che svolgono i colori e gli usi particolari che vengono fatti degli oggetti: sembrerebbero seguire i dettami della cromoterapia i numerosi oblò variopinti che costellano i muri (altro non sono che pelli da batteria), quasi a rasserenare occhi e mente dopo lunghe ore passate davanti a monitor e in preda alla concentrazione più serrata. Sullo sfondo una parete color glicine davvero molto accogliente, pannelli con fantasie floreali a coprire cavi, prese, visuali confusionarie...lampade Ikea in carta di riso affiancano una rastrelliera stracolma di chitarre di diverso calibro. Oltre il vetro giganteschi girasoli fanno capolino.



Il secondo luogo è la casa di un architetto romano di mia strettissima conoscenza: qui ogni più piccolo particolare è frutto di una scelta accurata e di una fantasia mista ad intuito e a senso del gusto. L' uso del bianco è una scelta strategica per creare istantaneamente ordine, luce, spazio, candore. Una serie di oggetti molto particolari costellano gli ambienti (purtroppo ho potuto fotografare poco): una lanterna portafoto, un appendiabiti salvaspazio ed originale, bicchieri di ceramica a distorcere la percezione visiva, una tipica bambola giapponese nel suo acquario di vetro, saliere e portaspezie orientali, nicchia ricavata per creare un piccolo ecosistema naturale.






Olghis, grandiosa. Questo post e soprattutto la parte studio iniziale mi piace tantissimo. La tua visione dall'interno e dall'esterno della musica e il privilegio che hai di vederla nella fase creativa (demiurgica) è davvero interessante. Coltivala e faccela vedere. Ti bacio ti bacio ti bacio!
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