
Sono due anni che pratico Yoga, purtroppo con interruzioni, ma con la volontà di riprendere una pratica costante grazie alla quale poter godere degli innumerevoli benefici di questa meravigliosa, e purtroppo abusata, disciplina.
Rare volte nella vita si incontrano persone speciali, una sorta di spiriti-guida dalle sembianze umane che lasciano un segno indelebile e indicano un cammino da seguire come libera scelta personale. Io devo molto alla mia insegnante, unica nel suo genere e purtroppo tornata in terra natìa: Luçiana Shirakawa, fantastico animo vagante nippo-brasiliano che in due anni si è presa cura di me attraverso le sue indimenticabili lezioni.
Come in molte discipline, anche lo Yoga segue varie tradizioni. Quello da noi praticato seguiva la tradizione di T. Krishnamacharya, pioniere e maestro di altri grandi come Iyengar e Desikachar.
Restata sola, senza la mia maestra prediletta, ho cercato altre situazioni dove poter praticare la mia disciplina preferita. Purtroppo mi sono ritrovata in centri, palestre, frangenti dove l'essenza vera e genuina dello Yoga era pressochè sconosciuta e veniva praticato con un approccio superficiale e inadeguato ad ogni singolo allievo, senza tener conto della diversità di ciascuno e come un esercizio tonificante collettivo. Per la prima volta ho avuto un attacco di panico durante l'esecuzione di un' "asana"(posizione).
Ricontatto la mia vecchia insegnante in Brasile e scopro che, fortunatamente, c'è una scuola a Roma, proprio quella dove lei ha studiato e che poi l'ha portata in India a specializzarsi: http://www.yogasc.com/index.html. Eccola, si chiama Sooryachandra e si basa su un semplice ed importante concetto: ogni individuo è unico e proprio per questo non può calzare un "vestito buono per tutti" perchè ha bisogno di un abito "su misura" per lui.
Non esiste una comune linea di partenza, né a livello fisico, né di respiro, né di attenzione mentale.
"Il corpo e il respiro di ogni individuo sono modellati da vicende personali. Alcuni corpi sono gravati da tensioni e spesso il peso di tali tensioni si concentra maggiormente in una parte specifica , causando asimmetrie nella struttura fisica. Per altre invece la tensione “si aggrappa” al respiro, alterandone il ritmo e procurando affanno."
Proprio per questo, c'è bisogno di un'attenzione e una cura individuale da parte dell'insegnante.
Provare per credere. ;)
Rare volte nella vita si incontrano persone speciali, una sorta di spiriti-guida dalle sembianze umane che lasciano un segno indelebile e indicano un cammino da seguire come libera scelta personale. Io devo molto alla mia insegnante, unica nel suo genere e purtroppo tornata in terra natìa: Luçiana Shirakawa, fantastico animo vagante nippo-brasiliano che in due anni si è presa cura di me attraverso le sue indimenticabili lezioni.
Come in molte discipline, anche lo Yoga segue varie tradizioni. Quello da noi praticato seguiva la tradizione di T. Krishnamacharya, pioniere e maestro di altri grandi come Iyengar e Desikachar.
Restata sola, senza la mia maestra prediletta, ho cercato altre situazioni dove poter praticare la mia disciplina preferita. Purtroppo mi sono ritrovata in centri, palestre, frangenti dove l'essenza vera e genuina dello Yoga era pressochè sconosciuta e veniva praticato con un approccio superficiale e inadeguato ad ogni singolo allievo, senza tener conto della diversità di ciascuno e come un esercizio tonificante collettivo. Per la prima volta ho avuto un attacco di panico durante l'esecuzione di un' "asana"(posizione).
Ricontatto la mia vecchia insegnante in Brasile e scopro che, fortunatamente, c'è una scuola a Roma, proprio quella dove lei ha studiato e che poi l'ha portata in India a specializzarsi: http://www.yogasc.com/index.html. Eccola, si chiama Sooryachandra e si basa su un semplice ed importante concetto: ogni individuo è unico e proprio per questo non può calzare un "vestito buono per tutti" perchè ha bisogno di un abito "su misura" per lui.
Non esiste una comune linea di partenza, né a livello fisico, né di respiro, né di attenzione mentale.
"Il corpo e il respiro di ogni individuo sono modellati da vicende personali. Alcuni corpi sono gravati da tensioni e spesso il peso di tali tensioni si concentra maggiormente in una parte specifica , causando asimmetrie nella struttura fisica. Per altre invece la tensione “si aggrappa” al respiro, alterandone il ritmo e procurando affanno."
Proprio per questo, c'è bisogno di un'attenzione e una cura individuale da parte dell'insegnante.
Provare per credere. ;)
N.B. Per chi si vuole avvicinare a questa disciplina mi permetto di consigliare due letture fondamentali:
1. B.k.S. Iyengar, "Compendio di teoria e pratica dello Yoga", Edizioni Mediterranee (è il testo più completo ed esaustivo della disciplina, nonchè la base);
2. Desikachar T. K., "Il cuore dello Yoga. Lo sviluppo di una pratica personale", Edizioni Ubaldini (è il testo che segue la filosofia personalizzata di cui parlavo sopra).
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