sabato 12 marzo 2011

Il cuore dello Yoga



Sono due anni che pratico Yoga, purtroppo con interruzioni, ma con la volontà di riprendere una pratica costante grazie alla quale poter godere degli innumerevoli benefici di questa meravigliosa, e purtroppo abusata, disciplina.
Rare volte nella vita si incontrano persone speciali, una sorta di spiriti-guida dalle sembianze umane che lasciano un segno indelebile e indicano un cammino da seguire come libera scelta personale. Io devo molto alla mia insegnante, unica nel suo genere e purtroppo tornata in terra natìa: Luçiana Shirakawa, fantastico animo vagante nippo-brasiliano che in due anni si è presa cura di me attraverso le sue indimenticabili lezioni.
Come in molte discipline, anche lo Yoga segue varie tradizioni. Quello da noi praticato seguiva la tradizione di T. Krishnamacharya, pioniere e maestro di altri grandi come Iyengar e Desikachar.
Restata sola, senza la mia maestra prediletta, ho cercato altre situazioni dove poter praticare la mia disciplina preferita. Purtroppo mi sono ritrovata in centri, palestre, frangenti dove l'essenza vera e genuina dello Yoga era pressochè sconosciuta e veniva praticato con un approccio superficiale e inadeguato ad ogni singolo allievo, senza tener conto della diversità di ciascuno e come un esercizio tonificante collettivo. Per la prima volta ho avuto un attacco di panico durante l'esecuzione di un' "asana"(posizione).
Ricontatto la mia vecchia insegnante in Brasile e scopro che, fortunatamente, c'è una scuola a Roma, proprio quella dove lei ha studiato e che poi l'ha portata in India a specializzarsi:
http://www.yogasc.com/index.html. Eccola, si chiama Sooryachandra e si basa su un semplice ed importante concetto: ogni individuo è unico e proprio per questo non può calzare un "vestito buono per tutti" perchè ha bisogno di un abito "su misura" per lui.
Non esiste una comune linea di partenza, né a livello fisico, né di respiro, né di attenzione mentale.
"Il corpo e il respiro di ogni individuo sono modellati da vicende personali. Alcuni corpi sono gravati da tensioni e spesso il peso di tali tensioni si concentra maggiormente in una parte specifica , causando asimmetrie nella struttura fisica. Per altre invece la tensione “si aggrappa” al respiro, alterandone il ritmo e procurando affanno."
Proprio per questo, c'è bisogno di un'attenzione e una cura individuale da parte dell'insegnante.
Provare per credere. ;)



N.B. Per chi si vuole avvicinare a questa disciplina mi permetto di consigliare due letture fondamentali:


1. B.k.S. Iyengar, "Compendio di teoria e pratica dello Yoga", Edizioni Mediterranee (è il testo più completo ed esaustivo della disciplina, nonchè la base);


2. Desikachar T. K., "Il cuore dello Yoga. Lo sviluppo di una pratica personale", Edizioni Ubaldini (è il testo che segue la filosofia personalizzata di cui parlavo sopra).




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